Il 19 giugno si è conclusa la sessione estiva del 2026. Sono state prese decisioni importanti anche per il nostro settore:
Finanziamento della 13° rendita AVS
La 13ª rendita AVS sarà versata per la prima volta alla fine dell’anno; nel 2026 saranno necessari 4,2 miliardi di franchi per finanziarla. Nel 2030 saranno presumibilmente circa 4,5 miliardi, mentre nel 2040 si arriverà a 5,4 miliardi. Per finanziare la 13° rendita AVS, l’IVA sarà aumentata di 0,4 punti percentuali a partire dal 2028. Non sono invece previsti aumenti dei contributi salariali: una soluzione per la quale si è impegnata con successo anche la PCS. Per il nostro settore è importante che l’aliquota IVA ridotta applicata ai beni di prima necessità rimanga invariata. Tra questi figurano gli alimenti e i medicamenti.
Poiché il finanziamento supplementare dell’AVS richiede una modifica, l’aumento dell’IVA dovrà essere approvato dal Popolo e dai Cantoni. La votazione si terrà presumibilmente il 29 novembre 2026.
Il Parlamento rafforza i contratti collettivi di lavoro
La PCS ha ottenuto un importante successo politico insieme all’Alleanza dell’economia: dopo il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio nazionale ha deciso che i salari minimi previsti dai contratti collettivi di lavoro negoziati dalle parti sociali e dichiarati di obbligatorietà generale dovranno prevalere sui salari minimi cantonali. Con la nuova clausola di salvaguardia dei diritti acquisiti si evita che salari minimi cantonali già introdotti vengano ridotti in seguito alla modifica della legge.
La controparte ha annunciato l’intenzione di lanciare un referendum. Alla luce dei compromessi raggiunti e dell’importanza del progetto per il partenariato sociale, la PCS si impegnerà chiaramente a favore della nuova regola di prevalenza. Qualora il referendum venga effettivamente promosso, la popolazione sarà chiamata alle urne presumibilmente il 28 febbraio 2027.
Il Consiglio degli Stati respinge l’estensione delle aperture domenicali
Il Consiglio degli Stati respinge una maggiore flessibilità degli orari di apertura dei negozi. La Camera alta ha deciso di non entrare in materia sul progetto di legge che prevedeva l’aumento fino a dodici aperture domenicali all’anno senza autorizzazione e intende mantenere il limite attuale di quattro. La parola passa ora al Consiglio nazionale. Se anche quest’ultimo respingerà il progetto, l’affare sarà definitivamente archiviato.
Shopping più attrattivo per i turisti
Fare acquisti in Svizzera dovrebbe diventare più attrattivo per i turisti stranieri. Il Consiglio nazionale chiede di ridurre da 300 a 150 franchi l’importo minimo di acquisto necessario per ottenere il rimborso dell’IVA sugli acquisti esportati dalla Svizzera.
I turisti che fanno acquisti rappresentano un fattore rilevante per la Svizzera come piazza economica. Ciò vale non solo per il commercio di orologi e gioielli, ma anche per i venditori di souvenir, specialità alimentari e artigianato artistico. Il disegno di legge passa ora al Consiglio degli Stati.
Formazioni conseguite successivamente
Gli adulti che conseguono successivamente un apprendistato professionale o una maturità dovrebbero poter beneficiare di contributi finanziari in tutti i Cantoni.
Con una mozione, il Consiglio nazionale chiede alla Confederazione di introdurre una regolamentazione in tal senso. Il prossimo passo spetterà al Consiglio degli Stati.
Freno ai costi della regolamentazione
Il Parlamento fa un nuovo tentativo per introdurre un freno ai costi di regolamentazione a favore delle imprese. Con una maggioranza risicata, il Consiglio nazionale ha approvato una mozione proveniente dal Consiglio degli Stati. Il Consiglio federale dovrà ora elaborare, contro la propria volontà ma in linea con la posizione della PCS, un progetto volto a introdurre un freno ai costi della regolamentazione per le piccole e medie imprese.
Urs Wellauer-Boschung,
direttore PCS /sf
Foto: Franzisca Ellenberger