Preparare un futuro panettiere-confettiere da tempo non significa più solo trasmettere conoscenze specialistiche. Anche il ruolo del formatore professionale è cambiato profondamente e si colloca tra l’ascolto, il dialogo con i genitori e nuove responsabilità. È questa la conclusione a cui giunge Damien Dubois, proprietario della Boulangerie Conrad a Le Landeron (NE).
«Capo, genitore, collega… Siamo un po’ tutto questo allo stesso tempo.» Una frase che, secondo Damien Dubois, sintetizza perfettamente i molteplici ruoli del formatore. L’artigiano e formatore professionale francese è arrivato nel 2015 alla Boulangerie Conrad a Le Landeron (NE). Da allora, circa 25 apprendisti hanno completato la loro formazione in questa struttura, di cui cinque quest’anno: due nel settore panetteria-pasticceria e tre nel settore pasticceria-confetteria. All’inizio dell’anno scolastico, l’azienda assumerà un’altra apprendista.
Colui che è anche vicecampione europeo in panetteria, ha progressivamente perfezionato una procedura di selezione per evitare assunzioni sbagliate. Dopo un primo stage di prova, tra marzo e aprile invita i finalisti a una valutazione finale. I risultati gli danno ragione: salvo una o due eccezioni, tutti i candidati selezionati hanno finora conseguito il diploma.
Una nuova generazione da motivare
Considerati a lungo in alcune aziende semplicemente come manodopera, oggi gli apprendisti devono essere visti soprattutto come persone in fase di formazione, ritiene il panettiere. «Sono qui per imparare, non per occupare un posto di lavoro», sintetizza. Secondo lui, l’apprendere il mestiere richiede più spiegazioni e ripetizioni rispetto al passato.
Contrariamente a quanto sostengono alcuni, Damien Dubois non condivide l’opinione secondo cui la generazione odierna sarebbe meno diligente. «Quando eravamo giovani, i nostri anziani pensavano sicuramente la stessa cosa di noi.» Nonostante i diversi stili di vita e mezzi di comunicazione, esiste ancora una nuova generazione diligente e desiderosa di imparare.
La vita privata sul posto di lavoro
Il formatore professionale deve anche fare i conti con il fatto che la vita privata sta assumendo un ruolo sempre più importante nella quotidianità aziendale: «Ad esempio, un litigio tra un apprendista e i suoi genitori si riflette immediatamente sul lavoro. Tengo conto di questa tendenza e prendo attentamente in considerazione i miei collaboratori».
Capo, responsabili, dipendenti, apprendisti … La gerarchia in azienda è chiaramente definita: «Faccio capire loro che la struttura, i livelli gerarchici e il rispetto sono molto importanti». Questo rispetto, tuttavia, vale in entrambe le direzioni: «Dico sempre ai miei panettieri-confettieri di non imporre agli apprendisti nulla che loro stessi non accetterebbero. In fondo, ne va anche dell’immagine del capo.» Particolare attenzione va riservata alle apprendiste: «Ho definito un quadro di riferimento molto chiaro affinché ciascuna possa crescere in un clima di rispetto», spiega Damien Dubois.
Un triangolo indispensabile
Azienda formatrice, scuola professionale e genitori: per lui questi tre attori sono indissolubilmente legati. «Se questo triangolo non funziona, la formazione non può avere successo.» Il contesto familiare svolge un ruolo determinante, sia per uno stile di vita sano, sia per l’atteggiamento nei confronti del lavoro, il rispetto verso i colleghi e molto altro ancora.
Una svolta decisiva
Per Damien Dubois, la formazione di un apprendista non consiste quindi solo nell’insegnargli un mestiere. Si tratta anche di accompagnarlo nel suo percorso verso l’età adulta. «Quando arrivano, sono adolescenti. Nel corso della loro formazione diventano donne e uomini. Questa fase di transizione è semplicemente di fondamentale importanza!»
Foto e testo:
Johann Ruppen /sf
… legga l’articolo completo su Panissimo del 17 luglio 2026.