Care lettrici, cari lettori,

«Sono le piccole guerre quotidiane che ci abbattono.»
Citazione di Gerhard Uhlenbruck, immunologo e aforista tedesco

Questa citazione mi accompagna ogni giorno!

Sono i tanti piccoli gesti tra le persone che non smettono mai di farmi riflettere. Mi piacerebbe che tutti i collaboratori si salutassero con un cordiale «buongiorno», che si augurassero «buon appetito», che dicessero «grazie mille» quando qualcuno li aiuta o «arrivederci» e «buona giornata» quando si salutano.
In passato queste «piccole cose» facevano parte dell’educazione dei genitori e, almeno a me, sono state ripetute continuamente durante la mia infanzia. Ad un certo punto sono diventate parte di me, radicate in modo indelebile nella mia mente.

Oggi ho sempre più la sensazione che questo non sia più considerato un compito della famiglia, ma che, come tante altre cose, sia stato «delegato» ai formatori e ai responsabili.

Perché la competenza sociale non fa più parte dell’educazione familiare, ma è diventata compito delle aziende formative? Dopotutto costituisce il 30% del rapporto di formazione. Perché molti insegnanti a scuola ne sono sopraffatti? Perché noi, come datori di lavoro, dirigenti o formatori, dobbiamo occuparci di questa competenza fondamentale?

Non posso rispondere a questa domanda, ma la mia lotta di tutti i giorni mi aiuta a non abbattermi. Le auguro altrettanto successo nel suo percorso.

Martin Schnyder
Membro CC, dip. finanze

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